Comizio intorno alla felicità (poesia)

Comizio intorno alla felicità (che ognuno c’ha la sua, e ognuno non ne ha) di Elisa Belotti

 

Il banale

“È così prosaica la felicità,
è voler esser proprio qua
e non di là.
È vestire i propri panni
pur sapendo che non sono
– non di certo, di certo no! –
i panni migliori,
ma che ci sono storie (e realtà)
in cui nudi sono gli imperatori.
Insomma, costa quel che costa,
ma solo quelli sono a misura nostra.”

 

 

L’idealista
“Quei rari momenti in cui senti
che possono esistere ancora
alcune chimere, alcuni sentimenti:
un amore incondizionato ed eterno
una causa per la quale lottare
l’ambizione di fare la differenza
la meraviglia di vedere l’uomo migliorare
la capacità di sentirsi sempre a casa”

 

 

Lo studioso

“Sciogliere l’enigma, mi dà l’ebrezza,
l’intuizione di cose nuove
e l’attracco di Ulisse a Itaca
e la semplicità della legge di Lavoisier
e alcuni versi leopardiani
e biallasecondamenoquattroaci
la precisione chirurgica della virgola.
Nell’idea paradossale dell’Iperuranio:
la felicità è tutta lì”

 

 

Il lirico ermetico

“In quegli occhi
tanto liquidi
da parer
cascate
di diamanti stelle rose
di notti ormai passate
dello sfavillio delle cose.
Il profumo silvestre
dei tuoi baci
il modo in cui l’Amor si veste
il cuore che mi si ferma
quando taci.”

 

 

Lo spirituale

“La felicità è in un loco solo:
in Dio,
nel suo soffio vivificante,
nella fine dell’arrogante.
Non nel tremore del tuo viso,
ma nella certezza del Paradiso.”

 

 

Il contadino etimologo

“Son portatore di saperi vetusti:
quelli dei vocaboli, quelli degli arbusti.
Io che vado nel profondo
della terra e del lemma,
e amo il giocondo
aratro e la sua flemma
so che la radice di ogni cosa
è intima, è preziosa:
l’arbor felix è quel che dà frutto,
l’infelix niente: e questo è tutto.
Lo dico mentre irrigo i campi:
la felicità è fecondità.
All’etimo non scampi.”

 

 

Miss Italia

“La felicità è un pensiero fugace:
la pace nel mondo,
nel mondo la pace.”

 

 

Mio nonno

“Me al so mia in do che l’è
la felicità, chela roba le,
ma al s’amala l’om che ‘l ga mia
la famea, ol laurà e la fantasia”

 

 

Tu
(che citarti non so se si possa)
“La felicità è una parola rossa”

 

 

Io
“La felicità è una
bugia
che mi ha detto il
vento
quando sfinita dal
cammino
stavo seduta su uno scoglio
(l’Oceano Atlantico
era un angolo di vetro)
e mi ha fatto sorridere
e non serviva altro,
solo quel segreto.”

 

 

Dintorni e contorni
Intuire che vorresti
dieci margherite
da come strizzi gli occhi
quando si parla
di Primavera.
(Ne avevo colte undici,
ne ho tolta una).

 

Riconoscere nello specchio,
tra le pieghe delle rughe,
almeno la metà
della franchezza di tuo padre,
almeno un quarto
della dolcezza di tua madre.

 

Un figlio,
così diverso
da come lo sognavo.
Con gli occhi tuoi,
con i capelli miei,
eppure suoi, soltanto suoi.
(Hai visto che bello?
Gli abbiamo fatto un regalo!)
 

Avevi promesso che mi avresti
aspettato.
Scoprire che c’eri davvero.
Scoprire che c’eri.
(Sul perimetro frastagliato della spiaggia,
si riposa il mare).

 

 

Elisa Belotti